Bio orto frutteto e orto dei semplici

Nel passato non c’era una netta distinzione tra orti con piante officinali e piante a scopo alimentare ed ornamentale, pertanto non bisogna far confusione tra la nostra visione dell’orto, come luogo di autoproduzione di vegetali ad uso alimentare, con la concezione degli orti antichi, il cui scopo era in primo luogo la bellezza e l’armonia per un “lieto e gioioso vivere” o per motivazioni sacre.
Nel medioevo i giardini erano piccoli, recintati e sorgevano nei chiostri dei conventi e nei pochi spazi delle corti dei castelli.

I giardini, che sorgevano all’interno della cinta muraria, erano in genere nettamente distinti tra loro: un’area era riservata alla coltivazione delle piante medicinali per il sollievo dei malati; nell’orto crescevano le specie orticole e le erbe aromatiche; un’altra era riservata agli alberi da frutta. Questo modello è stato riprodotto nella sede di Tuscia Events a Montefiascone in via Cassia Km 94 + 174

L’orto dei semplici

Al centro dell’orto sorge un albero, l’arbor vitae della genesi, con quattro sentieri rivolti verso i punti cardinali, reminiscenza dei quattro fiumi del paradiso. Il suo orientamento rispetta i 4 punti cardinali perché
L’uomo deve avanzare nella vita, nelle due sacre direzioni:
verso Est, simbolo della luce spirituale e della vittoria di Cristo sulle tenebre;

verso Nord nella sua verticale, axis mundi, dalla terra alla stella polare congiungendo il cielo e la terra.

Il cerchio rappresenta il cielo, il sacro, il mondo spirituale;

il quadrato rappresenta la materia e la condizione terrena.

Simbolo divino: il cerchio si fa quadrato, lo Spirito si fa materia

Dagli anni ottanta si è avuto un ritorno dell’utilizzo delle piante e delle erbe, come di tecniche riunite sotto il termine “medicina naturale”.

Questo periodo di grande sviluppo e ricerca è durato per circa dieci anni, dopo i quali, la maggior parte dei produttori ha voluto imporre una visione industriale e speculativa dell’attività erboristica, cercando di cancellare completamente il ruolo e la professionalità dell’erborista, in favore dei loro prodotti industriali, contenuti in scatoline multicolori, dai bei cartelloni pubblicitari e sostenuti da promesse fantasiose, di preparati dalle proprietà impossibili da realizzare.