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Grazie a Vera Risi per questo suo dono di cui abbiamo apprezzato “respiro e vitalità” anche nel riuscire a presentare i mille motivi per cui quest’angolo di Tuscia merita tutta l’attenzione e un sicuro richiamo turistico.

Molto di quanto affermato per Vera vale per l’altro amico Alan Brison, autore dei raffinati disegni che arricchiscono il romanzo.
Se, come abbiamo detto, il romanzo di Vera Risi ci ha particolarmente sorpresi, altrettanto è doveroso riconoscere ad Alan Brison per questi suoi “bozzetti” che, passo dopo passo, accompagnano il romanzo come avveniva nel passato, quando le illustrazioni di un libro hanno rappresentato e rappresentano un motivo di eccellenza bibliografica tanto da coinvolgere artisti di sicura fama e bravura.
Se questo nostro territorio viene praticamente cantato da Vera, sono le immagini di Alan a renderlo vivo e presente. Immagini anch’esse velate da un senso di naturale affezione a luoghi e tradizioni.

Romualdo Luzi

Note sull’autore della critica:
Romualdo Luzi (Valentano, 1944) esperto storiografo, studioso della Famiglia Farnese e della Tuscia, ha al suo attivo numerosi libri, pubblicazioni varie e articoli sul territorio e sul folklore. L’esperienza col teatro e con i giovani ha contribuito in modo determinante all’inizio e allo sviluppo dell’associazionismo nel territorio dell’alto viterbese, zona in cui la spinta verso nuovi tipi di aggregazione culturale impressa da Luzi, dapprima come bibliotecario, poi come coordinatore delle biblioteche intorno al Lago di Bolsena è testimoniata dal proliferare di riviste e periodici locali, anche questi aperti alla collaborazione dei giovani e che spesso hanno ospitato interventi di studiosi di alto livello. Il 20 luglio 2002 è stato scelto dall’Associazione Paolo III Farnese come personaggio rappresentativo della cultura della Tuscia e gli è stata consegnata la tegola romana. Fino al 2011 Luzi, insignito dei titoli di Cavaliere Ufficiale e Commendatore della Repubblica, ha presieduto il Consorzio per la gestione delle biblioteche di Viterbo, dirigendone il periodico, “Biblioteca e Società”.

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