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Tutti sanno che il 25 dicembre è un giorno speciale, magico e caloroso.

Ogni bambino di tutto il mondo si raduna attorno al tavolo con i parenti, genitori e amici, si recita la solita poesia di Natale e poi con tanta gioia e stupore, si scartano i regali tanto attesi.

Entra la grande festa, si va a dormire nei caldi letti, ma per qualcuno non è così..

È già, proprio lui, pensavo a Babbo Natale, quel povero vecchietto con il gran pancione, in una notte deve esaudire le nostre richieste e i nostri desideri più grandi.

Pensate adesso se ognuno di voi fosse Babbo Natale…

Io immaginerei la mia giornata così drin.. drin.. drin.. la sveglia suona ininterrottamente, è il 24 dicembre e sono le ore 24:00, tutti dormono, io comincio a prepararmi, oggi è il grande giorno, dopo un lungo anno a spalmarmi la crema solare, è ora di mettere tutti i regali sulla grande slitta rossa.

Una volta posizionati in modo tale da non perdere nessun pacco durante il volo, vado velocemente a svegliare le renne, le mie magnifiche renne.

Ballerina, Salterina, Tuono, Fulmine, e tutte le altre le posiziono dietro, per primo metto Rudolph, la mia renna più fedele, lui funge da faro in questa notte buia e gelida.

Una volta arrivato al primo tetto mi tuffo dal camino, sperando che il fuoco si sia spento e che ci sia anche un bicchiere di latte caldo e dei prelibati e gustosi biscotti ad aspettarmi.

In cambio lascio sotto l’albero dei magnifici doni: macchinine, trenini, pupazzetti e molti altri balocchi.

Dopo aver fatto tutto il giro del mondo, finalmente posso tornare al polo nord, nel mio caldo letto e a pancia piena.

Bé, forse il lavoro di Babbo Natale dura una sola notte, ma è molto faticoso.