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Fin da piccolo Daniele sognava di diventare Babbo Natale, suo idolo più grande.

Ogni anno scriveva nella propria letterina, tra i tanti regali, se sarebbe potuto diventare una persona come quel grosso uomo, rosso e gioioso.

Daniele quel giorno aveva 11 anni quando trovò nel suo cortile un cappello di Natale, pensò che fosse stato perso dai suoi genitori, dato che ormai era periodo natalizio.

Indossandolo si sentì mancare le forze e svenne.

Al risveglio si trovò nel freddo polo nord, si vide alto, vestito di rosso e con una grande pancia, era diventato come il suo idolo.

L’elfo numero 17 gli chiese come stesse e gli disse che il vecchio Babbo Natale si era preso le ferie e aveva scelto lui come assistente.

Il grande giorno iniziò a consegnare i regali, partendo dalla Cina e finì in Africa.

In Italia, per sbaglio, fece svegliare una bambina e ci fece una chiacchierata lunga 20 minuti, poi la rimise a dormire, se ne andò con la sua slitta trainata da renne.

Quando ritornò al quartier generale si ricordò di non aver consegnato il dono alla bimba con cui parlò.

Anche se ormai non era in orario, tornò in Italia in un batter d’occhio, anche se fu visto da tutti consegnò il regalo alla piccola e donò il sorriso a tanti bambini del mondo.

Alle dieci si rimise nel letto prima che sua madre entrò nella stanza per svegliarlo.

Appena scese disotto trovò una sorpresa sotto l’albero con all’interno la cosa che ebbe chiesto e una lettera firmata Babbo Natale con su scritto, che era per il meraviglioso contributo.

Così ogni Natale ripensa a questo giorno e qui si commuove.