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La sera della vigilia di Natale 2017, verso le ore ventidue, un gran rumore mi svegliò.

Mi alzai e già mi ero fatto un’idea di cosa mi avesse svegliato… indovinai, Babbo Natale era caduto dal camino, si era rotto una gamba.

Lo aiutai a rialzarsi e lo stesi sul mio letto, Babbo Natale non riuscendo a camminare non poteva consegnare i regali, perciò gli dissi che  io potevo io potevo aiutarlo.

Si spogliò, io gli diedi il mio pigiama e mi misi il suo abito rosso che iniettò la magia del Natale dentro di me e improvvisamente mi crebbe la barba, i baffi e ingrassai di circa 60 kg.

Uscendo dalla porta sul retro di casa vidi una grande slitta luccicante che la trainavano, tra cui Rudolph, la renna preferita a Babbo Natale.

Mi sedetti sul sedile centrale, mi girai e vidi uno spazio enorme dove c’era il sacco di Babbo Natale pieno di regali per tutti i bambini del mondo.

Non sapevo guidare la slitta, infatti durante il tragitto barcollava qua e là.

Consegnando i regali mi accorsi di quanto è bella la terra e perché è importante non inquinarla.

Poi mi accorsi che tra i regali ce n’era uno con su scritto il nome di un mio compagnoni di scuola che non ha casa ed è orfano.

Mi impegnai, ci misi il cuore e tutta la magia che scorreva nelle mie vene per dargli una, una famiglia e del cibo.

Quando ebbi consegnato tutti i regali allo scadere della mezzanotte, tutta la mia magia svanì e mi ritrovai davanti al portone di casa senza barba e con il mio pigiama.

Babbo Natale non c’era più, ma sul letto trovai una lettera con su scritto “non ce l’avrei mai fatta senza di te, grazie!” firmato Babbo Natale.

Fu quella sera che capii quanto è bello e importante il Natale